Il Fatto Quotidiano, giornale di Padellaro e Travaglio, è un grande successo editoriale. Anche grazie al web.
Non sembra accusare la crisi il quotidiano ideato da Antonio Padellaro e Marco Travaglio: nei primi due mesi di vita, la media di copie vendute per il Fatto Quotidiano è di 80 mila. A queste ne vanno aggiunte altre 42 mila diffuse in abbonamento postale e on line con la versione scaricabile in pdf.
Cifre che fanno riflettere, soprattutto se si guarda alla guerra (vera o presunta) tra carta stampata e web. Il Fatto quotidiano, che ha come unica fonte di sostegno i propri abbonati, è riuscito a ritagliarsi una fetta di mercato cospicua e forse
ad avvicinare nuovi lettori. La sfida di Padellaro e Travaglio, che ha esordito il 23 settembre scorso, ha puntato su una campagna abbonamenti lanciata on line ancora prima dell’uscita del giornale, raccogliendo sulla ‘fiducia’ più di trentamila abbonati.
Difficile, però, limitare il successo del Fatto alla sola figura di Marco Travaglio o alle altre firme che trovano spazio sulle sue colonne. Più utile, invece, è cercare di capire qual è il mercato a cui il Fatto ambisce. Con le sue 16 pagine a colori, il neonato quotidiano sembra un nano al fianco dell’edizioni elefantiache degli altri giornali nazionali. Eppure, la volontà di concentrarsi sulle inchieste e gli approfondimenti, piuttosto che dilungarsi sulla mera cronaca della giornata precedente, gli permette non tanto di rubare pubblico agli altri giornali, ma di creare una nuova schiera di neofiti lettori.
Oltre a dimostrare che il mercato della carta stampata non è saturo, (anche Clandestinoweb ha deciso infatti di sbarcare in edicola), il caso de il Fatto è la prova che tra stampa e web ci possa essere una collaborazione proficua. Senza il web, infatti, il giornale di Padellaro probabilmente non avrebbe potuto superare nemmeno quella soglia di 25 – 30 mila abbonati che la redazione si era prefissata per rimanere a galla e continuare l’avventura. Senza il web era impensabile riuscire a conquistare quei lettori (tanti) che a causa di una distribuzione limitata (perché costosa) erano rimasti fuori dal giro di chi, il Fatto, poteva comprarselo dall’edicolante. Invece, la scelta di pubblicare un assaggio di articoli sul blog Antefatto.ilcannocchiale.it prima del debutto ufficiale e poi continuare con un’offerta parallela di articoli gratuiti on line e versione pdf scaricabile a pagamento, ha permesso che il giornale avesse una diffusione senza limiti territoriali e quindi senza limiti di pubblico.









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